Tag: songwriting

(recensione): Leonard Cohen – Thanks for the Dance (Columbia Records, 2019)

Leonard Cohen- Thanks for the Dance

Ci aveva già lasciato in eredità il magnifico I want it darker Leonard Cohen, che aveva pubblicato poco prima della sua morte, avvenuta nel novembre del 2016, l’ultimo capitolo di una discografia lunga e ricchissima. I want it darker, come simmetricamente già avvenuto nel caso di Blackstar, ultimo lavoro del duca bianco, David Bowie, riassumeva

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(live report): Jesca Hoop @Le Petit Bain (Paris, 15 octobre 2019)

Era un concerto assai atteso dalla redazione di Coeurs & Choeurs, quello di Jesca Hoop, lo scorso martedi al Petit Bain, a Parigi. Autrice di uno degli album più intensi e riusciti dell’anno, Stonechild, Jesca è una songwriter dal repertorio ricco e variegato, all’intersezione fra indiefolk, jazz, blues e rock in senso più stretto. La

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(recensione): Nick Cave & The Bad Seeds – Ghosteen (Ghosteen, 2019)

Nick Cave & The Bad Seeds - Ghosteen

Nessuno se lo aspettava cosi’ all’improvviso. Annunciato solo qualche giorno fa, direttamente da Nick Cave attraverso la sua ormai irrinunciabile newsletter, Ghosteen, terzo capitolo della trilogia che ha preso inizio con Push the Sky Away ed è proseguita con Skeleton Tree, è arrivato lo scorso 3 ottobre e, dalle primissime note, ha creato attorno a sè

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(recensione): Bat for Lashes – Lost Girls (Awal, 2019)

Bat for Lashes, Lost Girls

Risale al 2016 l’ultima fatica di Bat for Lashes, nome di scena di Natasha Khan, brillante musicista e songwriter  britannica. The Bride, questo il titolo, era un magnifico album a tema, che affrontava con delicatezza e sensibilità una vicenda tragica (un matrimonio sfumato, una morte repentina e il dolore ad essa connesso) pennellando con maestria

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(recensione): Cate Le Bon – Reward (Mexican Summer, 2019)

Cate Le Bon

Merita un posto di riguardo fra le migliori uscite di questo più che generoso 2019, Reward, quinta prova in studio della gallese, trapiantata in California, Cate Le Bon. Autrice eclettica e difficilmente incasellabile in un unico genere musicale, Cate, che non disdegna le melodie folk e si esibisce in gallese oltre che nel più tranquillo

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(live report): Cat Power @Philarmonie de Paris (Festival Days Off, 4 juillet 2019)

Cat Power @Festival Days Off

Ha debuttato nel migliore dei modi l’edizione 2019 del Festival Days Off, ospitato ancora una volta alla Philarmonie di Parigi, nel sito della Cité de la Musique, da sempre teatro dei più importanti eventi musicali della capitale francese. L’onere e l’onore è spettato quest’anno a Chan Marshall, aka Cat Power, introdotta dal francese H-Burns. Una

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(recensione): Kozminski – Sempre più lontani (self-released, 2019)

Sempre più lontani - Kozminski

Sempre più lontani è il titolo dell’ultima fatica dei milanesi Kozminski, band formatasi tredici anni fa e con all’attivo già quattro album in studio. Pubblicato lo scorso 1 aprile, Sempre più lontani è un EP autoprodotto, costituito di sei brani composti, registrati e arrangiati in una situazione di completa libertà e indipendenza che ha, evidentemente,

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(recensione): Aldous Harding – Designer (4AD, 2019)

Aldous Harding, Designer

Eccentrica ed enigmatica, dotata di una voce versatile ed elegante, la neozelandese Aldous Harding affascina pubblico e critica dal suo debutto, avvenuto nel 2016 con l’album omonimo. Annunciato dal singolo The Barrell e da una tournée promozionale, pressoché ovunque sold out, ha visto la luce in questi giorni il suo nuovo, terzo album, Designer. Aldous

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(recensione): Stella Donnelly – Beware of the Dogs (Secretly Canadian, 2019)

Stella Donnelly, Beware of the Dogs

Ha una voce delicata ma limpida la giovanissima gallese-trapiantata in Australia, Stella Donnelly, giunta in questi giorni al suo debutto ufficiale con l’album Beware of the Dogs, dopo un primo timido exploit con l’EP Thrush Metal nel 2017. L’universo musicale abitato da Stella ha tratti gentili e un sapore di tempi passati: complesso nella sua semplicità vede

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