Categoria: Recensioni

(recensione & intervista): Novanta – Some are Stars (EP- Seashell Records, 2019)

Novanta, Some are stars

Disco importante, sebbene si tratti di un EP, il nuovissimo Some Are Stars di Novanta, progetto nato da un’idea del palermitano, di stanza a Milano, Manfredi Lamartina. Sono trascorsi ben tre anni dalla pubblicazione di Hello We’re Not Enemies, ultimo album in studio curato da Manfredi. Un disco variegato e complesso, dalle atmosfere nordiche a dispetto

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(recensione): Prince – 1999 (superdeluxe edition) (Rhino, 2019)

Prince, 1999

Risale allo scorso mese di luglio la pubblicazione dell’album postumo di Prince, Originals,  una piccola ma ricca antologia di titoli composti dal principe di Minneapolis e prestati da quest’ultimo ad altri artisti. La riedizione presentava gli stessi brani nell’interpretazione del suo autore, attingendo alla sterminata e per lo più inedita collezione disponibile negli archivi di

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(recensione): Beck – Hyperspace (Capitol Records, 2019)

Beck - Hyperspace

Musicista allo stesso tempo sofisticato, elegante e quasi sempre abbondantemente in anticipo sui tempi e la moda del momento, Beck, nel corso della sua ormai quasi ventennale carriera, non ha mai avuto paura di sperimentare e di cimentarsi in nuove avventure musicali. Cosi, visto che gli esordi indie e alternative, vagamente underground degli esordi, caratterizzati

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(recensione): Leonard Cohen – Thanks for the Dance (Columbia Records, 2019)

Leonard Cohen- Thanks for the Dance

Ci aveva già lasciato in eredità il magnifico I want it darker Leonard Cohen, che aveva pubblicato poco prima della sua morte, avvenuta nel novembre del 2016, l’ultimo capitolo di una discografia lunga e ricchissima. I want it darker, come simmetricamente già avvenuto nel caso di Blackstar, ultimo lavoro del duca bianco, David Bowie, riassumeva

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(recensione): Pumarosa – Devastation (Fiction, 2019)

Pumarosa, Devastation

A due anni di distanza da un debutto sfolgorante, avvenuto con l’album The Witch, a cui ha fatto seguito una tournée europea che ha toccato anche Parigi (con un memorabile live al Point Ephèmere a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, ndrl), questa fine 2019 vede anche il gradito ritorno dei Pumarosa, band britannica

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(recensione): Cate Le Bon & Bradford Cox – Myths 004 (EP- Mexican Summer, 2019)

Cate Le Bon & Bradford Cox, Myths 004

E’ nota a tutti e feconda l’amicizia, rapidamente divenuta collaborazione fra Cate Le Bon e Bradford Cox, l’allampanato lead singer dei Deerhunter. Entrambi protagonisti di questo 2019 con lavori belli e importanti, destinati a popolare le classifiche di fine anno di più di un recensore, i due si sono ritrovati nell’ aprile dello scorso anno

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(recensione): FKA twigs – Magdalene (Young Turks, 2019)

FKA twigs - Magdalene

Uno iato di cinque anni separa i due splendidi album di FKA twigs, nome scelto da Tahliah Barnett per la scena. Lungamente atteso e anticipato dalla pubblicazione del singolo Cellophane, all’inizio dell’estate, Magdalene, il secondo disco in studio della britannica, è allo stesso tempo una conferma e la logica evoluzione del precedente LP1, album che

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(recensione): Jeff Goldblum and the Mildred Snitzer Orchestra – I Shouldn’t Be Telling You This (Decca, 2019)

jeff goldblum and the Mildred Snitzer Orchestra

Stella di prima grandezza del firmamento hollywoodiano, Jeff Goldblum si è inventato, superato il giro di boa dei sessantacinque anni una onorata carriera musicale. Da sempre appassionato di musica jazz e pianista di talento, Jeff, che ha imparato a suonare a Pittsburgh quando era ancora un bambino e ha continuato a esibirsi – seppure in

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(recensione): Brittany Howard -Jaime (ATO Records, 2019)

Forte del tanto meritato quanto inaspettato successo mainstream ottenuto con la band blues rock Alabama Shakes, Brittany Howard avrebbe potuto adagiarsi sugli allori, godersi i numerosi Grammy conquistati grazie all’album Sound & Color e prepararsi a bissare il risultato con un nuovo lavoro assieme ai compagni di sempre. Invece, a distanza di quattro anni dalla pubblicazione

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(critique): Vald – Ce monde est cruel (Capitol Music France, 2019)

Univers varié et intéressant, le rap transalpin est, peut-être, aujourd’hui, le genre le plus écouté par la majorité de la population âgée entre 15 et 25 ans. L’un des exposants les plus appréciés et certainement celui que nous préférons est Vald, nom d’artiste de Valentin Le Du, 27 ans, originaire d’Aulnay-sous-Bois, au coeur de la

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