Categoria: Recensioni

(recensione): Girlpool -What Chaos Is Imaginary (Anti/Epitaph, 2019)

What Chaos is Imaginary - Grirlpool

Duo losangelino composto da Cleo Tucker e Harmony Tividad, rispettivamete alla chitarra e al basso, le Girlpool hanno fatto la loro prima apparizione sulla scena musicale alternative nel febbraio del 2014 con un primo EP autoprodotto che portava semplicemente il loro nome. L’ampio riscontro ottenuto dall’EP, apparso sulla loro pagina Bandcamp, valse alle due musiciste

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(recensione): Il rumore della tregua – Canzoni di festa (self-released, 2019)

Il rumore della tregua - Canzoni di Festa

Canzoni di festa: è questo il titolo del secondo album in studio dei milanesi Il rumore della tregua. Una seconda prova fortemente attesa per la band lombarda, che aveva saputo attirare l’attenzione di critica e pubblico già nel 2014 con l’album del debutto, Una trincea nel mare, e, successivamente con l’EP Radici, del 2016 (di

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(critique): Lou Doillon – Soliloquy (Barclay, 2019)

Mannequin, actrice, icône de style, grandie dans un milieu d’artistes, elle est tout cela et plein d’autres choses encore, la sublime Lou Doillon. Il est désormais nécessaire de rajouter au déjà très riche CV de cette trentenaire anglo-française les titres de musicienne et d’interprète talentueuse. Lou, au seuil de son troisième album, peut être considérée

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(recensione): Lou Doillon – Soliloquy (Barclay, 2019)

Modella, attrice, icona di stile, figlia e sorella d’arte. E’ tutto questo e mille altre cose ancora la magnifica Lou Doillon. Al ricchissimo curriculum della trentaseinne anglo-francese, occorre aggiungere anche i titoli di cantautrice e musicista di talento. Lou giunta al terzo album, può essere considerata ormai una stella di prima grandezza nel panorama transalpino. E’

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(recensione): The Twilight Sad – It won’t be like this all the time (Rock Action, 2019)

Quinto album in studio per gli scozzesi The Twilight Sad, It won’t be like this all the time è un lavoro importante e significativo sotto innumerevoli punti di vista. Molti, infatti, sono gli eventi intercorsi in fase di composizione che ne hanno influenzato l’esito: eventi laceranti e spesso tragici, che avrebbero potuto avere delle ripercussioni

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(recensione): Sharon van Etten – Remind Me Tomorrow (Jagjaguwar, 2019)

Remind Me Tomorrow, quinto album della cantautrice americana Sharon van Etten, arriva in questi giorni, a distanza di quasi cinque anni dal precedente lavoro, Are We There. I cinque anni che hanno marcato la distanza fra i due album, se si esclude la pubblicazione di I Don’t Want to Let You Down, EP apparso nel 2015 sono stati

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(recensione): James Blake – Assume Form (Polydor, 2019)

James Blake - Assume Form

Quarto album in studio per l’inglese James Blake, Assume Form, pubblicato a metà gennaio è un lavoro complesso e multiforme e, allo stesso tempo, coerente e fedele allo stile del suo autore. In un’intervista concessa a itunes in occasione della release date, lo scorso 18 gennaio, è lo stesso Blake che ne ha definito i

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(recensione): Deerhunter – Why Hasn’t Everything Disappeared (4AD, 2019)

Sarà pubblicato il prossimo 18 gennaio Why Hasn’t Everything Disappeared, ottavo album in studio degli americani Deerhunter, gruppo di punta della scena alternative rock a stelle e strisce.  Scena dalla quale la band non si è mai allontanata, rifuggendo con decisione le sirene del pubblico mainstream e dimostrando una fedeltà ai propri valori e una coerenza

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(recensione): Lubomyr Melnyk – Fallen Trees (Erased Tapes, 2018)

Lubomyr Melnyk, giunto al giro di boa dei 70 anni, ha vissuto una vita affascinante e avventurosa prima di conquistare un meritato successo internazionale. Ucraino di nascita, è costretto ad emigrare con la famiglia in Canada per sfuggire alla dittatura sovietica. Da sempre attirato dal pianoforte classico, inizia, da giovanissimo, a prendere lezioni di musica

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(recensione): David Bowie – Let’s Dance (EMI, 1983)

David Bowie - Let's Dance

Primo disco pubblicato da David Bowie con l’etichetta EMI, Let’s Dance, quindicesimo album in studio del musicista britannico, è anche uno dei più problematici da valutare, nel lungo e affascinante percorso del suo autore. Let’s Dance arriva nell’aprile del 1983 e fa seguito alla celeberrima trilogia berlinese, costituita da Low (album pubblicato nel 1977), Heroes

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