Vai al contenuto

(recensione): Vald – Ce monde est cruel (Capitol Music France, 2019)

E’ un mondo variegato e interessante quello del rap transalpino, che è forse, oggi il genere più ascoltato dalla maggioranza della popolazione compresa fra i 15 e il 25 anni. Uno degli esponenti più apprezzati e certamente quello da noi preferito è Vald, all’anagrafe Valentin Le Du, 27 anni, originario di Aulnay-sous-Bois, profonda banlieue parigina.

Aveva annunciato la pubblicazione del suo terzo album lo scorso giugno, in occasione di un set incandescente nel corso dell’ultima edizione del festival We Love Green e, puntualmente, Ce Monde est Cruel è arrivato lo scorso 11 ottobre. Sedici tracce (venti sul vinile viola stampato in edizione limitata, ndrl), per la durata di circa un’ora: Vald mostra in questo suo nuovo lavoro un volto inedito. Più consapevole, serio e maturo, il rapper francese sembra, almeno in apparenza voler abbandonare le cadenze clownesche che avevano fino ad oggi contribuito ad identificarlo per intraprendere un nuovo percorso più politico e impegnato. “Ho voluto giocare a fare i Public Enemy“, ha dichiarato Vald alla presentazione del disco, dandoci da subito da musica la misura di quanto ci possiamo attenedere.

E’ un titolo autobiografico, Poches pleines, la traccia che apre l’album: sincero e disincantato il brano ci racconta del lato oscuro e nascosto di una vita di successo e sotto i riflettori.

V-A : blanco comme Griselda ; quatre-vingt-‘ze-trei’ de dégâts
Plus de stuff que dans Zelda, plus de skunk que de blédards
Que des Soulja Boy en FaceTime ; après minuit, c’est le net-dark
Ce monde est cruel et bestial, et V-A-L-D est spécial
Chercheur de (quoi ?) vérités (sur YouTube), complotiste (quoi ?) notoire (faux)
Verse un peu (quoi ?) d’élixir (pour les frères) à même le trottoir (trottoir)
Le savoir (hé) dans l’silence (chut), pourquoi est-ce que tu parles ? (Blablabla)
C’est d’l’argent (plein), une séance (de studio) : pourquoi (hein ?) est-ce que tu rappes ?

rappa Vald, con il titolo dell’album, Ce monde est cruel, che ritorna – a guisa di firma – in questa come in gran parte delle tracce del disco.

Tenuti nascosti fino alla fine e attesissimi i nomi dei tre artisti ospiti: il primo, Suikon Blaz AD, è un amico di lunga data di Le Du, e fa capolino sul secondo brano dell’album, l’intensa NQNTMQMQMQMQMB, che sta per Ni Queue Ni Tête Mais Qui Met Quand Même Bien, traccia che affronta con intelligenza e ironia uno dei temi caldi del momento, ovvero la questione ecologica e la devastazione del pianeta, putroppo sotto gli occhi di tutti.

Vous parlez dans le vide (vous parlez dans le vide)
Je n’veux pas qu’on m’arrête (je n’veux pas qu’on m’arrête)
J’vais m’jeter dans le vide (j’vais m’jeter dans le vide)
Allez, faites sauter la planète (allez, faites sauter la planète)
Ils gaspillent même la salive (ils gaspillent même la salive)

Il secondo featuring, il  marsigliese SCH, compare in Dernier retrait, titolo critico delle storture dello showbiz. Un dialogo bello e riuscito con le due voci che si completano vicendevolmente su una trama musicale ipnotica e non banale.

Infine, è Maes, già noto per la sua collaborazione con Booba, forse il più famoso fra i rapper d’oltralpe, il terzo musicista a duettare con Vald sul titolo Séquano-Dionysien ASB, dove Séquano-Dionysien fa riferimento all’area geografica Seine-Saint-Denis, di cui entrambi sono originari. ASB è in effetti l’acronimo di Aulnay Sevran-Beaudottes e il brano, strabordante di tristezza e malinconia ci racconta dell’estrema povertà della vita in questa regione, solo apparentemente vicina agli splendori della ville lumière.

C’est très évident, qu’ils sont très bidons, sont pleutres et mignons et peu trépignants
Ça rêve du million vendant du pilon, alors qu’c’est péché comme le saucisson
La rue, son sillon, font vaciller ; tes projets d’avenir sont remaniés
T’as SMIC à six heures, lève-toi, va scier ou guetter les keufs et leur arrivée

udiamo nel primo couplet, interpretato da Vald.

Primo singolo estratto, introdotto dalle languide note del pianoforte suonato da Sofiane PamartJournal Perso II è anche un videoclip ambientato nella notte parigina: un’interpretazione particolarmente riuscita e intensa, per uno dei migliori brani mai scritti dal francese.

Segnalo infine, fra i momenti più riusciti di quest’ album bello e complesso, Ma star, dalle cadenze ipnotiche e, infine, nella seconda metà del disco,  Keskivonfer.

Vald sarà in concerto a Paris, a Bercy il prossimo 16 novembre. Ve ne parleremo.

8/10

A questo link una versione francese della recensione.

 

 

 

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

One thought on “(recensione): Vald – Ce monde est cruel (Capitol Music France, 2019) Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: