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(recensione): Bat for Lashes – Lost Girls (Awal, 2019)

Bat for Lashes, Lost Girls

Risale al 2016 l’ultima fatica di Bat for Lashes, nome di scena di Natasha Khan, brillante musicista e songwriter  britannica. The Bride, questo il titolo, era un magnifico album a tema, che affrontava con delicatezza e sensibilità una vicenda tragica (un matrimonio sfumato, una morte repentina e il dolore ad essa connesso) pennellando con maestria tutti gli infiniti stati d’animo attraversati dalla protagonista. Natasha, sin dagli esordi, ci ha abitutato a exploits di questo genere. All’intersezione fra gothic rock e un pop dagli accenti barocchi venato di folgoranti sfumature elettroniche, l’eccentrica e valente polistrumentista nata a Wembley da una famiglia di origini pakistane, non dimentica mai di sottolineare le proprie composizioni con testi di straordinaria bellezza e poesia.

Per tutte queste ragioni, è con estremo piacere che abbiamo accolto, all’inizio dell”estate la notizia dell’imminente pubblicazione di un nuovo lavoro firmato Bat for Lashes. Lost Girls, disvelato a inizio settembre, come nelle intenzioni della sua autrice riprende le fila proprio di The Bride. Se quest’ultimo ci parlava di una donna alle prese con un dolore più grande di sè, Lost Girls si sofferma piuttosto sulle sue sorelle minori, sfrontate e senza vincoli, pronte a vivere intensamente il giorno come la notte.  Tutte e dieci le tracce  incluse nel disco sono state scritte in California, stato nel quale Natasha ha trasferito la propria residenza. E evidenti sono le allusioni al paesaggio losangelino, ai suoi tramonti infuocati e ai canyons che attravesano la città dall’entroterra alla costa, a partire dalla prima traccia dell’album, Kids in the Dark, canzone che è anche il primo singolo estratto, pubblicato lo scorso giugno.

Riding through the pines
See you in the red light
And everything is on fire
Let’s take it down
To the heart
Let’s take it down
To where the loving starts
Where we’re just kids in the dark

recita il ritornello e eccoci immediatamente trasportati nella città degli angeli.

Nuances pop wave vagamente anni 80 attraversano un po’ tutti i brani, che declinano e attualizzano sonorità che a quel decennio fanno riferimento. Bananarama, Pet Shop Boys, Bowie,  Cure e gli immancabili Joy Division/New Order: è la stessa Natasha, in un’intervista concessa a The Line of Best Fit, a elencare i numi tutelari che l’hanno influenzata in fase di scrittura. L’esito ci pare eccellente. E cosi’ ecco, magnifica, la seconda traccia The Hunger, che ci accoglie con un tappeto di sintetizzatori, e ci racconta della gang delle lost girls del titolo, moderne baccanti della notte californiana, guidate da Nikki Pink, novella eroina impersonata dalla Khan.

Take a trip
Trip down through the fire
Where we lose our desire
To keep up the dance
‘Cause it’s our love
(‘Cause you know it’s our love)
That is hurt by the flame
(When it becomes a flame)
Can’t take this road again
(Can we get back to love?)
If we want to survive

Suggestivo e colorato il videoclip che accompagna il brano, diretto proprio da Natasha. 

Fra i momenti migliori dell’album spicca l’intensa Jasmine, brano sottolineato dalla bella voce della Khan ad accompagnare un testo cupo e lugubre che ci narra le vicende di una seducente serial killer.

A body bag on eucalyptus hills
And the Hollywood forever
And the endless sleeping pills
No girl will ever cure your nighttime ills
Like Jasmine does
’Cause when she blooms, she kills

udiamo in chiusura del brano.

Pare rubato alla discografia dei Cure, Vampires, pezzo solo strumentale, impreziosito dalle note inconsuete di un saxofono d’antan.

Decisamente anni ’80 anche So good e Feel For You brani dall’andamento pop, con venature disco che raccontano le sensazioni agrodolci legate a un amore appena nato. Sono anche i brani che ci convincono meno, forse troppo lontani dalle atmosfere surreali che più si addicono alla nostra Bat for Lashes.

Atmosfere che, tuttavia, ritornano gloriosamente con  Desert Man, Peach Sky e Mountains, traccia che chiude al meglio il disco: una struggente ballata al pianoforte in dialogo con gli immancabili sintetizzatori.

So you turned to the mountain, she started to sing soft
Elvis in the midnight air, I lost your body and soul to the fog
A hundred forks in the road, a hundred knives in my heart
You said go sing to the lovers, don’t ever look over your shoulders

canta Bat for Lashes, nella seconda strofa.

Nel complesso un ottimo lavoro.

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8/10

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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