Vai al contenuto

(recensione): Ride – This Is Not a Safe Place (Wichita Recordings, 2019)

Ride

Genere  musicale reso leggendario da band come  i My Bloody Valentine e gli Slowdive, lo shoegaze vive da qualche anno un gradito revival, sottolineato anche da importanti reunion. Risale al giugno del 2017 il ritorno sulle scene dei Ride, storica band di Oxford che dopo una pausa di ben ventuno anni regalava ai fan entusiasti un album bello e ambizioso, Wheater Diaries, nel quale il gruppo osava sperimentazioni anche azzardate, nel tentativo di elaborare un prodotto capace di rispondere alle legittime aspettative degli estimatori.

E’ stato pubblicato, invece, in questi giorni il sesto album in studio degli inglesi, This Is Not a Safe Place, un disco attraversato in pressochè tutte e dodici le tracce da nuances shoegaze e dreamrock, in una sorta di ritorno alle origini.

La prima conferma arriva proprio con il brano in apertura, l’eponima R.I.D.E, brano solo strumentale, che ci accoglie con un groviglio di riverberi e chitarre distorte, sottilineate dalla batteria martellante assicurata da Laurence Colbert.

Questa breve intro ci porta fino a Future Love, brano deliziosamente dreampop, sublimato dalle voci complementari di Mark Gardener e Andy Bell impegnate in un testo vagamente agrodolce.

Infatuated
And doing this all wrong
You’ve got
My number and my name
And you’ve got me going
Yeah, you’ve got me going

udiamo, infatti, quasi in chiusura.

Movenze elettroniche eighties sono il cuore pulsante di Repetition e Kill Switch, tracce che interrompono, in un certo senso l’atmosfera rarefatta che si respira generalmente ascoltando l’album. L’effetto è a un primo ascolto un po’ spaesante, ma, nel complesso, le variazioni di ritmo si rivelano interessanti e piacevoli e sono un plus che arricchisce il disco di una molteplicità di sonorità in dialogo malgrado le differenze.

Ma i Ride sono soprattutto una band shoegaze e i momenti migliori arrivano quando il gruppo di Oxford torna alle sonorità che sono più nelle loro corde, come nel caso di Eternal Recurrence e In This Room. La prima ci avvolge con un groviglio di distorsioni e riverberi, sublimato dalle voci in dialogo di Bell e Gardener interrotte da un glorioso intermezzo solo strumentale.

Sinking is easy
Only clouds in the mirror
Feeling uneasy
Don’t look again

recita il ritornello.

Anche In This Room, con i suoi otto minuti abbondanti, è un piccolo capolavoro shoegaze, oltre che a essere una delle migliori composizioni della band, sottolineata da un testo bello e poetico, che si chiude con la strofa:

This is not a safe place to be
You didn’t think it was
When you lined up to sign your name
This is not a safe place to be
And no one cares
If raving and drowning do look the same

Eccellenti anche Jump Jet e Fifteen Minutes con il loro rirmo veloce e ipnotico allo stesso tempo, pezzi che contribuiscono a spezzare una trama altrimenti troppo zuccherosa ed eterea.

Infatti, per quanto possa sorprendere, è proprio Clouds of Saint Marie, nonostante sia uno dei singoli estratti per la promozione, a risultare uno dei momenti meno convincenti dell’album, con le sue cadenze dreampop a tratti troppo sdolcinate.

L’esito finale, nonostante non si sia di fronte a un capolavoro assoluto, è positivo e This Is Not a Safe Place si merita una buona notazione. Restiamo, ovviamente, in attesa della prova del live.

Click here to listen & buy

7,7/10

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: