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(recensione): Clairo – Immunity (Fader, 2019)

Clairo, Immunity

Ha ventuno anni appena compiuti  Claire Cottrill, più nota con il nome di scena Clairo. Divenuta universalmente nota grazie a Pretty Girl, brano diffuso su youtube e in breve tempo divenuto virale, raccogliendo quasi 37 milioni di visualizzazioni in dodici mesi scarsi, Clairo è, assieme a Billie Eilish e Lil Nas X una delle stella nascenti della scena indiepop internazionale. Sonorità pop vagamente anni 80, riprodotte con nonchalance, con l’obiettivo di risultare assoultamente spontanee popolano l’universo musicale descritto da Clairo:  Pretty Girl, classico brano adolescenziale incentrato sui patemi d’animo di una teenager che cerca faticosamente di crescere accettandosi ne è un perfetto esempio, tanto più se ascoltata assieme al videoclip che vede Claire struccata e spettinata ripresa da una webcam nella propria camera da letto.

Quanto sia spontaneo il fenomeno Clairo in realtà non ci è dato sapere. Figlia di un importante businessman con tanto di importanti connessioni nello showbiz, la giovane americana ha ottenuto nel giro di qualche mese un lucroso contatto discografico, ha pubblicato un EP  dal titolo Diary.001 e ha potuto di debuttare con un vero e proprio album in studio, Immunity, uscito in questi giorni: disco che sarà promosso nel corso un tour mondiale (Clairo sarà a Parigi a fine agosto, in occasione del festival Rock en Seine, ndlr).

Detto questo, pur senza essere trascendentale, la musica proposta di Clairo è gradevole e accattivante è anche Immunity, disco che, fra alti e bassi, si lascia ascoltare piacevolemente.

Ma andiamo con ordine.

11 brani per 40 minuti complessivi : è Alewife la traccia in apertura. Una ballata delicata, dominata da pianoforte e percussioni a cui si aggiunono affascinanti riff di chitarra acustica.  Deve il titolo al nome di una stazione della metropolitana di Cambridge, in Massachussets ed è dedicata all’amica d’infanzia Alexa, riconoscente del sostegno offerto da quest’ultima in anni in cui Claire confessa di avere contemplato l’idea del suicidio.

You called me seven times
One, two, three, four, on the line
I didn’t mean to scare you
Just had the thoughts in my mind
They showed up to my door
My parents didn’t know what for
Swear I could’ve done it
If you weren’t there when I hit the floor

E’ dedicata ad una relazione terminata ma il cui ricordo è ancora vivo, Impossible, secondo brano in scaletta, uno degli episodi più riusciti del disco con le sue cadenze elettropop. Un pezzo sublimato dalla bella voce di Claire, protagonista indiscussa della traccia, che puo’ contare altresi’ sulla collaborazione prestigiosa di Danielle Haim, impegnata nei cori e alla batteria, oltre che dell’onnipresente  Rostam Batmanglij dei Vampire Weekend, co-autore e co-produttore, assieme a Clairo, di Immunity.  Ma fra le guest stars occorre citare anche Peter Cottontale, musicista associato a Chance the Rapper, che in Impossible suona le tastiere, conferendo al brano le nuances elettroniche che ne moltiplicano il fascino.

Closer To You, secondo singolo estratto, è un altro dei momenti eccellenti del disco: ritmi ipnotici e nuances elettroniche fanno da sfondo a un testo struggente dedicato a un amore bruciante di passione.

Primo singolo estratto dall’album e pubblicato a fine maggio, Bags è un classico pezzo pop dalle sonorità e ritmo accattivanti, assieme a Sofia (brano autobiografico rivelatore della sessualità fluida di Clairo, perfetta portavoce della generation z) uno dei momenti più interessanti del disco, con la sua cadenza beat interrotta da improvvise incursioni di chiatarre distorte e sintetizzatori a rendere interessante e variata la trama.

I think we could do it if we tried
If only to say you’re mine
Sofia, know that you and I
Shouldn’t feel like a crime
I think we could do it if we tried
If only to say, you’re mine
Sofia, know that you and I
Shouldn’t feel like a crime

recita il brano in apertura.

Citiamo, infine, in chiusura, l’autobiografica Sinking  (nella quale Clairo parla, senza troppi veli della malattia di cui soffre da anni, l’artrite reumatoide, ndlr) e infine, in chiusura la bella ballata al pianoforte, I wouldn’t ask you, che conclude degnamente un lavoro che si merita una notazione più che positiva.

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7,6/10

 

 

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For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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