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(recensione): Maxo Kream – Brandon Banks (RCA Records, 2019)

Maxo Kream, Brandon Banks

Rapper texano con ascendenza nigeriana e afroamericana, Emekwanem Ogugua Biosah Jr. ha raggiunto la notorietà sulla scena hip hop con lo pseudonimo Maxo Kream. Il successo è arrivato lo scorso anno con l’album autoprodotto Punken:  un disco importante che gli è valso il plauso unanime di critica e pubblico, assieme alla firma di un lucroso contratto con l’etichetta fondata da Jay-Z, Roc Nation.  Il nuovo disco, uscito da qualche giorno con l’etichetta RCA Records, si chiama invece Brandon Banks ed è una travolgente conferma dello straordinario talento di questo musicista dal passato controverso.

L’universo descritto da Maxo Kream non è certo rassicurante. Membro di una gang e per questo arrestato nel 2016, il rapper conosce bene la difficile realtà del ghetto e la racconta senza filtri nei testi delle sue canzoni, dal sapore decisamente autobiografico.  E autoreferenziale è anche il titolo, Brandon Banks, che altro non è che lo pseudonimo scelto dal padre del rapper (a sua volta con una fedina penale complicata) viste le difficoltà incontrate dai più nella pronuncia del suo nome.

E’ Meet Again la traccia che apre il disco. Un rap serrato dedicato a un amico finito a sua volta in prigione, costruito sulla falsa riga di One Love di Nas, ma ingentilita dalla presenza di un sample estrapolato da Dust to Dust, brano dei Cloud One presente sull’album  Atmosphere Strut del 1976.

I got homies in the grave, I got brothers in the pen
I got some that’s comin’ home, I got some that’s goin’ in
Tried to go to visitation, but they wouldn’t let me in
So our only conversation writin’ letters with a pen
Wanna see just how you doin’, wanna know just how you been
Tell you who your bitch been screwin’, check in on your mom and ‘em
Hope you get a second chance, we been down since elementary
Hope one day we meet again, break you out this penitentiary

recita il refrain.

La presenza di Emekwanem Ogugua Biosah Sr. si fa sentire in un po’ in tutte e quindici le tracce. In alcune solo evocata, o sullo sfondo, in altre invece è cruciale tanto da partecipare in prima persona al brano. E’ il caso del secondo titolo, Bissonnet, in cui possiamo udire la sua voce tuonare in apertura:

Emeks, come here man, sit down man
Get that gansta shit off your head man, what’s wrong with you man?
That blue bandana man, what does that mean?
Take it off, take it all- you see all of that gangsta shit?
Put it on the side man, we gonna have some real conversation
Father to son
Do you understand what I’m trying to tell you?

Un dialogo ininterrotto, quello fra padre e figlio, allo stesso tempo struggente ed evocativo, che trova il proprio compimento in Dairy Ashford bastard con il perdono offerto reciprocamente a rimarginare ferite di vecchia data.

Listen my son, Emaks
Let me start by saying that I’m proud of you, man
You’re doing your music, you’re focused
But there’s a whole lot of things that you still need to know about
As your father, you know, I will always keep telling you the truth, I will always talk to you as much as I know
I’m only telling you this because I love you, and I want you to have a long, and a very fruitful life
I love you son

declama Emekwanem Sr. in chiusura.

Fra i brani più belli non possiamo non citare Change, rap martellante e ipnotico interpolato dalle note di un sample rubato a  Sold Out Dates di Lil Baby. Ma non è l’unico pezzo notevole: ad esso possiamo aggiungere anche The Relays, brano realizzato in collaborazione con Travis Scott (una delle guest star dell’album assieme a Megan Thee Stallion, A$AP Ferg e KCG Josh) e 8 Figures, piccola ode a un stile di vita eccessivo e sfrenato al quale Maxo sembra non voler comunque rinunciare.

You ain’t really makin’ money ‘til you make eight figures
Everybody want a bag, but they won’t go get it
Tryna make fast money, but they fuck it up quicker
You ain’t really gettin’ money ‘til you make eight figures
When the feds caught my dad, only had one million

rappa Maxo, sfrontatamente.

Un album eccessivo e onesto, ma potente e musicalmente coinvolgente, per uno dei rapper più brillanti dell’inesauribile scena a a stelle e strisce.

8/10

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Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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