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(recensione): Ummagma – Compass (Leonard Skully Records, 2019)

Sono passati sette anni, ormai, dalla pubblicazione dei due album che hanno segnato il folgorante debutto degli Ummagma, duo indie pop formato dalla canadese Shauna McLarnon e da Alexander Kretov, nato in Ucraina , ma residente da qualche tempo in Ontario. Sono seguite, nel corso degli anni numerose e prestigiose collaborazioni, di cui ci piace ricordare in particolare quelle con Dean Garcia (dei CURVE) e Robin Guthrie (dei Cocteau Twins), entrambe datate 2017. Collaborazioni di peso, a testimonianza del talento di questa coppia, in scena e nella vita.

E’ quindi con estremo piacere e interesse che abbiamo accolto la notizia dell’imminente diffusione di un singolo, accompagnato da un video promozionale dal sapore distopico, fra evocazioni kubrickiane e immagini di una natura fatta ostaggio di incombenti minaccie, un primissimo assaggio del nuovo disco. Caravan, questo il titolo, è un brano dalle movente decisamente dreampop. Pezzo ritmatissimo vede, in primissimo piano, le voci di Alexander e Shauna impegnate in un dialogo sottolineato dalle percussioni e dalla chitarra cui si aggiungono sul finale le note dei sintetizzatori – che chiudono, sfumando, il brano.

Il singolo è stato reso disponibile con un affascinante b-side, dall’indecifrabile titolo Ty i Ya (Tu ed io, in ucraino), brano dal sound più dance, ma che sorprende con improvvise variazioni di ritmo, che gli conferiscono nuances vuoi più elettroniche, vuoi più jazzate. Ed è un vero peccato che il pezzo non sia stato incluso nel nuovo disco, Compass.

Compass, che sarà pubblicato il prossimo 21 giugno con l’etichetta Leonard Skully Records, oltre alla già citata Caravan sarà composto di tredici tracce. Tutte pensate nel registro dreampop, biglietto da visita del duo, ma nelle quali non si fatica a individuare una molteplicità di influenze di diverso respiro che, intrecciandosi, formano un tessuto cangiante e multiforme.

Si passa dalle movenze disco dell’opening track Rolling alle venature raggae di Blown, attraversando le nuances sognanti ed eteree di LCD (frutto della collaborazione con il Cocteau Twin Guthrie). Ma c’è spazio anche per sonorità più tradizionali come in Lotus o Colors II. Quest’ultima, dall’andamento epico e solenne, è uno degli episodi più interessanti dell’album. O ancora troviamo momenti di pura sperimentazione come in Cretu – pezzo solo strumentale straniante e ipnotico.

Una tale varietà e ricchezza di stili oltre che a darci conferma dell’indubbio eclettismo della band è anche una preziosa lente di ingrandimento attraverso la quale siamo chiamati a leggere questo nuovo lavoro abitato dal movimento e dall’impermanenza.

In attesa di un nuovo singolo, previsto a breve termine, e del nuovo album, di cui non mancheremo di darvi puntuale notizia, vi invitiamo a scoprire il nuovo Caravan (e, evidentemente la sua bella b-side).
8/10

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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