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(recensione): Stella Donnelly – Beware of the Dogs (Secretly Canadian, 2019)

Stella Donnelly, Beware of the Dogs

Ha una voce delicata ma limpida la giovanissima gallese-trapiantata in Australia, Stella Donnelly, giunta in questi giorni al suo debutto ufficiale con l’album Beware of the Dogs, dopo un primo timido exploit con l’EP Thrush Metal nel 2017. L’universo musicale abitato da Stella ha tratti gentili e un sapore di tempi passati: complesso nella sua semplicità vede la chitarra acustica protagonista incontrastata di tutte e tredici le tracce  del disco, che tessono trame sonore lineari ma raffinate. E siamo quasi sollevati dalla quasi totale assenza delle nuances elettroniche che paiono essere il minimo comune denominatore della stragrande maggioranza dei dischi recentemente prodotti.

Pubblicata nel 2017 e inclusa nell’EP la traccia Boys will be Boys è presente anche in questo nuovo lavoro. Un brano intenso che affronta un tema delicato come la violenza sessuale e la deplorevole tendenza, purtroppo largamente diffusa, a colpevolizzare le vittime per assolvere i carnefici. Un semplice riff di chitarra accompagna la magnifica voce di Stella nel corso dei quattro minuti del brano, in un crescendo struggente che colpisce diritto al cuore, oggi come al momento della sua prima pubblicazione, malgrado la grande vague del metoo sia oggi molto meno di attualità.

Why was she all alone/ Wearing her shirt that low? /  They said, “Boys will be boys”/ Deaf to the word “no” canta Stella senza retorica.

Non meno impegnata l’opening track Old Men, secondo singolo estratto, che su un ritmo decisamente più sostenuto, reitera la medesima tematica,  prioritaria nei testi di Donnelly. Oh, are you scared of me, old man? / Or are you scared of what I’ll do? /  You grabbed me with an open hand / The world is grabbin’ back at you, recita, diretto, il brano.

Le tracce si susseguono con eleganza: brano dopo brano dei riflettori mettono in luce frammenti di vita della giovane musicista australiana. Cosi’ ecco la confessione inedita, onesta e sfrontata di Mosquito, brano nel quale viene esplicitato senza recitenze un tema delicato come il desiderio sessuale femminile.  O il racconto retrospettivo di una recente rottura sentimentale, protagonista di Allergies, uno degli episodi più intensi e riusciti del disco, illuminato dalla voce di Stella, in stato di grazia.

O ancora, l’allegra e veloce Tricks, brano che rievoca i giorni in cui Donnelly non era ancora nota e cantava, per sbarcare il lunario, cover di brani famosi.

Magnifica la titletrack Beware of the Dogs è un brano giocato tutto in crescendo che affronta – in questo continuo passaggio dal piano pubblico al privato – che è un po’ il tratto distintivo della musica di Stella, il problema della devastazione ambientale messa in atto dal governo di Sydney e della conseguente problematica ecologica che investe la popolazione indigena. Brano sublimato ancora una volta dalla splendida voce della musicista di Perth.

Per chiudere mi pare doveroso spendere qualche parola per almeno altri due brani, Watching Telly e Face It che chiudono il disco nel migliore dei modi, la prima, una  ferma denuncia di una cultura oppressiva (Signs are telling me that I’m not right/  I’m not worthy of the /  Choice to make my own choices for my body / He was 27, I was 21 / He liked Ernest Hemingway /I liked watching telly recita il pezzo), la seconda, una delicata e malinconica dichiarazione d’amore (If I put all the evidence and all the arguments aside / Leave the fear behind, I’ll chase you through the calendar / I have questioned everything that I never would before/You crashed down all the walls and watched me scramble out of bed).

Disco impegnato e riuscito, quest’opera prima di Stella Donnelly, che pare avere trovato il giusto equilibrio fra pubblico e privato, femminismo e vita di coppia, mantenendo intatta tutta la propria femminilità.

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7,6/10

 

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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