Vai al contenuto

(recensione): Sneaks- Highway Hypnosis (Merge, 2019)

Venticinquenne originaria di Silver Spring, nel Maryland, Sneaks, al secolo Eva Moolchan, arrivata alla soglia del terzo album in studio conserva intatta l’aura di fascino e di mistero che l’accompagna sin dagli esordi.

Il nuovo disco, Highway Hypnosis, pressochè interamente concepito, pensato e realizzato a New York dall’instacabile musicista è stato pubblicato a fine gennaio con l’etichetta Merge Records, sicuro approdo per molti talenti emergenti della scena indipendente, a conferma dell’inesauribile desiderio di Sneaks di confrontarsi con nuove forme espressive. La giovane americana si allontana così dalle sonorità postpunk dei precedenti lavori (penso in particolare a It’s a Myth del 2017), e si avvicina a nuances hip hop venate di elettronica. L’esito finale è un inventario piuttosto esaustivo dei diversi stili che costituiscono l’universo rap.

E’ la titletrack Highway Hypnosis ad aprire le danze: brano ipnotico dalle cadenze hip hop, nel quale Eva si cimenta in una sofisticata parodia dei meccanismi tipici della promozione musicale nell’era di internet e dei social media. Le strofe sono ripetute ossessivamente come un mantra, fino al finale, folgorante, Now you think I’m lotion / ‘Cause I’m spreading easy.

Laddove brani come Saiditzoneza, The Way It Goes e Such a Little Whistle, con le loro cadenze ossessive offrono a Sneaks l’opportunità di rivisitare il genere rap ingentilendolo con un linguaggio a tratti astratto e surreale, dominato da neologismi ironici e bizzarri, altrove risulta evidente l’omaggio ad altre tradizioni musicali, come, per esempio, nel caso di Addis, traccia dalle movenze quasi reggae, nelle quale emergono venature elettroniche / latine che rievocano le sonorità elaborate dai musicisti che si riuniscono sotto l’egida dell’etichetta portoghese Principe.

Fra gli episodi più significativi dell’album, A Lil Close, Ectasy e Money don’t grow on Trees. La prima, omaggio nemmeno troppo celato alla Close to Me dei Cure, intreccia sonorità anni 80 all’hip hop. Get a little closer, ripete Eva, ossessivamente.

Nel secondo caso, traccia dalle venature trip hop, il role model nel quale Eva ha trovato certamente ispirazione è Neneh Cherry, come appare evidente anche nel videoclip interamente in bianco e nero che accompagna il brano.

Primo singolo estratto dall’album Beliefs è anche un videoclip vagamente psichedelico che si sposa magnificamente con le nuances rave/grunge anni 90 che dominano il pezzo.

Album nel complesso riuscito, del quale apprezziamo indubbiamente la freschezza e l’impegno profusi nel tentativo di cimentarsi in sonorità ancora inesplorate. Sneaks conferma di essere, senza dubbio, uno dei nomi da tenere d’occhio per quanto ci offrirà in futuro. Una data parigina è già in agenda per il prossimo mese di maggio. Ve ne parleremo.
7,3/10
Click here to buy and listen

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: