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(live report): Grand Blanc @La Cigale (Paris, 26 novembre 2018)

Sono trascorsi due mesi dalla pubblicazione di Image au Mur, secondo e più recente album dei francesi Grand Blanc. Presentato al pubblico parigino, in anteprima, lo scorso mese di settembre con un live improvvisato al Badaboum, Image au Mur ha offerto alla band l’opportunità di mostrare a critica e fan la più recente evoluzione del proprio sound, un post-punk esplosivo e allo stesso tempo raffinato, una via di mezzo fra sonorità alla Joy Division e la canzone tradizionale francese, che, come è noto, non disdegna testi estremamente ricchi e curati.

Era quindi grande l’attesa per la tappa parigina del loro tour: il 26 novembre è stato il turno della Cigale.

Dopo una première partie, bizzarra da una prospettiva meramente coreografica, ma musicalmente senza grande spessore, curata da un giovanissimo Jazzboy, alle 9.00 fanno il loro ingresso in scena i quattro musicisti di Metz.

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Interamente vestiti di bianco, su uno sfondo illuminato da luci cangianti nelle tonalità fluo e pastello, i quattro hanno regalato alla sala, riempitasi alla chetichella, ma pressochè totalmente, una setlist esplosiva, comprendente titoli del più recente Image au Mur e brani del disco del debutto, Mémoires vives, che si sono alternati in un equilibrio perfetto.

Belleville, Los Angeles e Les Iles, tracce già particolarmente riuscite su disco, assumono una colorazione anche più intensa in versione live, dimensione che consente di apprezzare al meglio le belle voci di Camille Delvecchio e Benoit David, che si avvicendano al microfono, e, allo stesso tempo, mette in luce l’abilità dei due, rispettivamente alle tastiere e alla chitarra.

Naturalmente i brani più rock sono anche i più attesi dalla sala: è il caso di Degré Zero e l’Amour Fou, pezzi che accendono l’entusiasmo del pubblico. Ma non meno entusiasmo è riservato a tracce come Ailleurs o Montparnasse, con il loro inizio emozionante e intimista. La prima vede protagonista Camille, la seconda Benoit: entrambe culminano in un finale rock in crescendo sottolineato da scatenati riff di chitarra e un tappeto di sintentizzatori.

Particolarmente apprezzate anche le versioni live di Image au Mur e Rêve BB rêve. I quattro sono emozionati e ringraziano ripetutamente il pubblico in sala, che intona a memoria, assieme alla band, i testi dei brani più noti.

Una breve pausa ed eccoli nuovamente sul palco per il classico rappel. Dopo una versione emozionante e struggente di Montparnasse è la volta di una scatenata reprise di Samedi la nuit, a cui tocca il compito di chiudere degnamente una serata praticamente perfetta.

Inutile dire che non mancheremo di raccontarvi le prossime e future avventure della band.

Coeurs & Choeurs - de l'actualité indierock - Mariangela Macocco Mostra tutti

For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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