(live report) : Mitski @La Maroquinerie (Paris, 28 settembre 2018)

E’ la Maroquinerie, piccola sala di Belleville, il luogo scelto da Mitski per la data parigina del suo breve tour europeo.  Poche tappe, sparse fra Francia, Germania, Belgio e Regno Unito. Arrivata qualche minuto prima delle otto, mi sono trovata in una sala già quasi completamente riempita, in modo del tutto inusuale per la capitale francese,  a testimonianza di quanto il pubblico attendesse il live della giovane cantautrice americana.

Ma procediamo con ordine  al racconto  della serata.

E’ recente la pubblicazione di Be The Cowboy, album che ha confermato il talento e il sicuro fascino di questa enigmatica musicista. Disco fresco ed estremamente variato, giocato fra differenti registri e trame musicali, fra elettronica, pop e jazz,  era particolarmente atteso nella dimensione live. Sono circa le 9 quando Mitski, accompagnata dai suoi musicisti fa il suo ingresso in scena. La setlist è ricchissima: sono nove le tracce tratte dall’ultimo lavoro (suonato quasi integralmente), otto i brani dal precedente album, Puberty 2, e c’è spazio persino per una manciata di altre canzoni più datate. Lo spettacolo inizia sulle note di Remember My Name: da questo momento in poi i pezzi si susseguiranno senza soluzione di continuità, senza lasciare pressochè nessuna possibilità di pausa fra l’uno e l’altro. Primo pezzo attesissimo, Washing Machine Heart, sempre tratto da Be The Cowboy, consente a Mitski di impegnarsi in una danza sincopata scandita da gesti quasi meccanici.

La voce della giovane musicista nippo-americana risuona allo stesso tempo dolce e potente ed è magnificamente accompagnata dai musicisti in scena.

Bellissima l’esecuzione di Me and My Husband, A Pearl e Nobody: la sala è completamente affascinata dalla musica e, allo stesso tempo, da cio’ che avviene in scena.

Mitski rivolge di tanto in tanto la parola al pubblico: per scusarsi del lungo lasso di tempo (un’ora circa, ndr) necessario per effettuare il soundcheck (a cui abbiamo praticamente assistito in diretta),  a causa del ritardo del volo da Londra per Parigi, una seconda volta per ringraziarci della nostra presenza in sala e infine per esprimere gratitudine nei confronti di quanti fra i presenti scatteranno delle foto, nonostante il fastidio causato dai flash.

Fra in pezzi forti e conseguentemente più applauditi, la bella Geyser e, ultimo brano in scaletta, la lenta e malinconica ballata Two Slow Dancers, che chiude in modo egregio un concerto perfetto, finito forse troppo presto.

Mi pare, infatti, che se una nota dolente si puo’ trovare, sia forse questa: i brani piuttosto brevi, scorrono via molto velocemente e la serata si chiude in un’ora scarsa, lasciando il pubblico con il desiderio di poter godere ancora delle note della musica di Mitski. Speriamo che una nuova occasione non sia lontana.

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