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(recensione): Image au Mur – Grand Blanc (Entreprise, 2018)

Quartetto originario di Metz, di stanza a Parigi da ormai una decina d’anni, i Grand Blanc hanno saputo guadagnarsi un’eccellente reputazione. Con le loro sonorità ruvide, in bilico fra post-punk, elettronica e new-wave spiccano senza alcun dubbio nel panorama francese, avvicinandosi senza timore a una scena musicale dalle sonorità cosmopolite e godibile anche per chi non si limita soltanto a quanto offerto dal mercato francofono. Sarà pubblicato il prossimo 14 settembre Image au Mur, loro ultima fatica. Album estremamente atteso dopo l’exploit del precedente lavoro, Mémoires Vives, disco del loro eclatante debutto, avvenuto nel 2016. Conteneva brani divenuti famosi come L’Amour Fou e Samedi Nuit, eccellenti soprattutto in versione live, dimensione in cui la band riesce a sfoderare tutta la propria grinta.

Image Au Mur comprende dodici tracce che disegnano una traiettoria, un lungo viaggio che ci trasporta da una parte all’altra dell’oceano. E cosi’ da Belleville, Francia eccoci arrivare fino in California, evocata da un titolo come Los Angeles. Come ricordato dalla band nel corso di un’interista concessa alla webzine Magic, si tratta di una nuova tappa nel percorso della band che abbandona con questo disco le atmosfere più buie della notte vissuta  nella capitale francese, descritta vividamente in Mémoires Vives, sebbene richiamata solo attraverso allusioni, per condurci in un universo fatto di isole e quartieri dipinti con pennellate vivide e illuminati dalla luce del giorno.

Musicalmente l’album è estremamente variato. Nuances post punk ed elettroniche si alternano a  cadenze a tratti dance e hip hop.  La voce di Camille Delvecchio, che ritroviamo anche alle tastiere, si alterna e dialoga con quella di Benoit David conferendo ritmo al disco in un equilibrio che ben si sposa con la trama musicale disegnata dalla melodie.

E’ la bella Les Iles ad aprire le danze: brano etereo e dalle atmosfere che non esiterei a definire  shoegaze o dreamrock e che ci offre immediatamente la misura di quanto ci attende nelle tracce a seguire.

Belleville è il primo singolo estratto dall’album: è accompagnato da un videoclip pubblicato nello scorso mese di aprile. Un pezzo veloce e dalle nuance rock punk nel più classico stile della band.

Secondo singolo estratto e secondo videoclip, Los Angeles, è uno dei migliori episodi dell’album: un brano perfettamente costruito, nel quale venature punk si sposano a nuance new wave, in un crescendo esplosivo estremamente promettente per la versione live.

Da segnalare  tra i pezzi più riusciti dell’album anche l’ipnotica Isati e Reve BB Reve, brano fra dance e hip hop e sottolineato dal suono intrigante dei sintetizzatori.

Infine ricordiamo la bella titletrack Image Au Mur, scandita da batteria e sintetizzatori, dal testo folgorante e Ailleurs, traccia fra dreampop e new wave dalle atmosfere eteree. Chiude il disco con un registro più tranquillo Television.

Un secondo episodio decisamente riuscito per la band francese che si appresta ad intraprendere un lungo tour, di cui non mancheremo di darvi notizia.

Potete leggere qui una versione francese della recensione.

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7,7/10

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For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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