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(recensione) : With Animals – Mark Lanegan & Duke Garwood (Heavenly Records, 2018)

E’ di lunga data e feconda la collaborazione fra Mark Lanegan e Duke Garwood. Risale infatti al 2013 la pubblicazione del loro primo album in studio, Black Pudding. Garwood ha accompagnato poi Lanegan in tutti i più recenti tour, contribuendo non poco a sottolineare le nuances più dark dell’universo musicale di Lanegan, grazie ai suoi riff di chitarra minimalisti e a trame sonore ridotte all’essenziale. Con With Animals, pubblicato in questo fine agosto, non ci si scosta troppo da quanto Lanegan sa fare, egregiamente, e ha fatto nei suoi dischi solisti. L’ex frontman degli Screeming Trees è riuscito infatti, negli anni, ha ritagliarsi un profilo di rocker dalle marcate venature blues, con il dono prezioso di saper rielaborare e declinare in modo assolutamente originale un genere musicale dalle origini antiche.

Con With Animals, ci pare di poter dire che il discorso iniziato anni fa da Lanegan sia giunto a compimento. Le dodici tracce che compongono l’album, depurate di tutti gli elementi inessenziali, sono accumunate da un’atmosfera ipnotica e un arrangiamento minimalista. Chitarra, batteria e tastiere restano sullo sfondo e sono sottolineate dalla magnifica voce cavernosa di Lanegan, che nel corso degli anni ha conservato la sua potenza e ha accresciuto il suo fascino.

Non sono meno spogli ed essenziali i testi, a partire da Save Me, brano che apre il disco: una melodia ipnotica è arricchita da un testo ossessivo: si ode Lanegan impegnato in una sorta di mantra ripetere quasi all’infinito Free me/ Save me / See me /Love me.

Fra i brani più belli dell’album, accanto alla titletrack With Animals, segnalo Feast to Famine. Entrambe le tracce sono caratterizzate da un’atmosfera dark che ci racconta di amori disperati, oscillanti fra passione straziante e laceranti ferite dell’anima.

Malinconica e dall’andamento di un blues tradizionale LA Blue, brano che, in un certo senso, riassume alla perfezione la filosofia del disco: trame sonore minimaliste, atmosfere cupe, testi che ci raccontano di amori sfortunati e sullo sfondo la voce al sapore di whisky e sigarette di Lanegan.

Come dicevamo, è una strada lunga quella percorsa da Lanegan e indubbiamente With Animals, sebbene non si scosti da sentieri già perlustrati, è un album importante nella carriera del musicista americano, che pare avere raggiunto una notevole maturità e che, prova dopo prova, distilla qui, con profusione, eccellenza, in tracce di grande bellezza.

Duke Garwood si conferma un partner musicale perfetto per Mark, capace di esaltare e perfezionare di volta in volta i tratti più cupi e notturni del suo universo sonoro, con discrezione ed eleganza. Come nella bellissima OneWay Glass, quasi in chiusura, brano pressoché acustico, nel quale fanno capolino i suoi minimalisti riff di chiatarra.

Se il precedente lavoro Gargoyle (pubblicato nel 2017) ci aveva lasciato un po’ perplessi – anche a causa delle nuances elettroniche presenti e che risultano nel complesso un po’ dissonanti con l’atmosfera generale del disco – With Animals si guadagna una nota di merito e una notazione decisamente oltre la media.
7.8/10

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For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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