(recensione): So sad, so sexy – Lykke Li (RCA, 2018)

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Quarto album in studio per la musicista svedese Li Lykke Timotej Zachrisson, al secolo Lykke Li. So sad so sexy arriva a quattro anni di distanza da I never learn, lavoro per il quale si era avvalsa della collaborazione del connazionale Björn Yttling con le saltuarie incursioni di Greg Kurstin.

Il nuovo lavoro segna una radicale trasformazione nel percorso artistico di Lykke Li, che si cimenta in questa occasione in nuove sonorità, decisamente elettroniche e synthpop. L’esito, come recita il titolo, è un album dalle nuances tristi e sensuali, messe in evidenza dalla purezza cristallina della sua voce, elemento immutato nel corso degli anni.

Hard Rain e Deep End sono i primi due singoli estratti dall’album e sono anche le due tracce che aprono l’album.

Sono anche due fra i pezzi migliori dell’album. La prima, con le sue cadenze trap introdotte da un coro a cappella vede la partecipazione straordinaria dell’ex Vampire Weekend Rostam Batmanglij. La seconda, sottolineata da un ritmo sincopato, ci introduce ai nuovi territori esplorati dalla giovane musicista svedese.

Tema centrale dell’album – che arriva subito dopo due eventi imprescindibili nella vita della Zachrisson, ovvero la recente maternità e il lutto in seguito alla morte della madre – è la vita di relazione, le problematiche proprie di una convivenza e il desiderio di conservare intatta la propria individualità quando si è parte di una coppia, come raccontato dalla stessa Lykke Li nel corso di una intervista concessa alla webzine BOOOOOOM.

So let me keep the last piece of my heart / Before you tear it all apart / Just let me keep the last piece of my heart / Before you tear it all apart, recita la prima strofa di Last Piece, ed è una perfetta sintesi di tutte le influenze che si ritrovano in questo lavoro.

Le nuance synth ed elettroniche, trap hop, e dustep, si ritrovano declinate in tutte e dieci le tracce che costituiscono il lavoro dando vita ad un insieme allo stesso tempo elegante e coraggiosamente sperimentale, considerato il lungo percorso affrontato da Lykke Li nel corso degli anni e la sua costante evoluzione.

Fra le tracce più interessanti Two Nights vede la partecipazione del rapper Aminé in un duetto elegante e raffinato, corredato da un testo intenso e non banale.

Chiude l’album la bella e commovente Utopia brano dedicato alla madre recentemente scomparsa e allo stesso tempo al proprio figlio. Il video pubblicato in occasione della festa della madre presenta in successione frammenti di Lykke Li bambina con la madre e di lei stessa adulta con il figlio Dion.

Il tutto senza mai cadere nella retorica più banale, ma conservando il giusto equilibrio fra pubblico e privato.

So sad so sexy è quindi un lavoro decisamente riuscito: elegante, interessante, innovativo sul piano squisitamente musicale e capace di trattare con sensibilità temi difficili e personali. Un’artista che non mancheremo di seguire dal vivo.
8/10

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