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(recensione): Trident Death Rattle – Twilight (ft Thurston Moore) (Ascension Monument Media, 2018)

Twilight - Trident Death Rattle

E’ nota ai più la relazione forte e controversa che l’ex Sonic Youth Thurston Moore intrattiene con la musica metal. Dichiarazioni polemiche e fraintendimenti hanno avuto l’onore delle cronache in più di un’ occasione.  Tuttavia, evidenti sono i rimandi a questo stile musicale  nel  suo modo di suonare la chitarra e la collaborazione con il supergruppo di Chicago, i Twilight, risale già al 2012.  Collaborazione poi culminata con la pubblicazione di un primo album, dal titolo III: Beneath Trident’s Tomb, nel 2014. 

Le complicate vicende che hanno coivolto i membri del gruppo (rotture sentimentali, e problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti) hanno portato a un periodo di standby  per la band fino alla messa in cantiere di un nuovo progetto solo quest’anno, sempre con la partecipazione di Moore.

Trident Death Rattle, pubblicato in questi giorni per la casa discografica Ascension Monument Media, è un EP costituito da sole tre tracce, tre brani inediti risalenti al 2014 ma non inseriti nel precedente lavoro.

This Road South è il primo episodio del minialbum: canzone scritta da Blake Judd, come riferito dal suo stesso autore, non ha trovato una forma soddisfacente sino alla seconda sessione in studio di registrazione, che ha visto la partecipazione di Moore. E effettivamente, sin dalle prime note non possiamo non notare i potenti riff di chitarra e le sonorità noise, tipiche del repertorio dell’ex Sonic Youth. Si intrecciano magnificamente al suond oscuro del brano, conferendogli uno spessore e una struttura inconfondibili.

Wetheared  Flames è la seconda traccia. Chitarra e voce sono sostenute in modo inequivocabile da una sezione ritmica particolarmente accentuata e il brano – sebbene Judd  non lo consideri nè particolarmente indicativo del repertorio dei Twilight nè uno dei suoi più riusciti appare il perfetto cuore pulsante di questo trittico.

E sembra essere anche il perfetto interludio per No Consequence terzo e ultimo brano, scatenatissimo, che vede, oltre a Moore la partecipazione di Scott Judd, zio di Blake, chitarrista bluegrass attivo nella regione di Chicago, che come l’ex Sonic Youth dona al pezzo delle sonorità differenti e singolari, proprio in ragione della non totale e assoluta adesione dei due musicisti alle sonorità black metal. L’esito è un brano nel quale si mescolano e convivono sonorità tipicamente à la Twilight – con tutti i tormenti e le angoscie tipiche della scrittura di Blake – il noise della chitarra di Moore e le venature coutry apportarte da Scott Judd, in un brano che riassume perfettamente il percorso iniziato con III: Beneath Trident’s Tomb. 

Un disco che nel complesso non scontenta nè i fan della band e del black metal, nè gli estimatori di Thurston Moore. Ai primi offre una total immersion in un sound disperato e angosciante, ai secondi la possibilià di godere, una volta di più degli inconfondibili riff distorti della chitarra di Thurston.

Click to listen

7.4/10 

 

 

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For every evil under the sun, there is a remedy, or there is none, If there be one, try and find it, If there be none, never mind it.

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