(recensione): Deerhunter – Why Hasn’t Everything Disappeared (4AD, 2019)

Sarà pubblicato il prossimo 18 gennaio Why Hasn’t Everything Disappeared, ottavo album in studio degli americani Deerhunter, gruppo di punta della scena alternative rock a stelle e strisce.  Scena dalla quale la band non si è mai allontanata, rifuggendo con decisione le sirene del pubblico mainstream e dimostrando una fedeltà ai propri valori e una coerenza

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(recensione): Lubomyr Melnyk – Fallen Trees (Erased Tapes, 2018)

Lubomyr Melnyk, giunto al giro di boa dei 70 anni, ha vissuto una vita affascinante e avventurosa prima di conquistare un meritato successo internazionale. Ucraino di nascita, è costretto ad emigrare con la famiglia in Canada per sfuggire alla dittatura sovietica. Da sempre attirato dal pianoforte classico, inizia, da giovanissimo, a prendere lezioni di musica

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(recensione): David Bowie – Let’s Dance (EMI, 1983)

David Bowie - Let's Dance

Primo disco pubblicato da David Bowie con l’etichetta EMI, Let’s Dance, quindicesimo album in studio del musicista britannico, è anche uno dei più problematici da valutare, nel lungo e affascinante percorso del suo autore. Let’s Dance arriva nell’aprile del 1983 e fa seguito alla celeberrima trilogia berlinese, costituita da Low (album pubblicato nel 1977), Heroes

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(recensione): Big Joanie – Sistahs (Daydream Library, 2018)

Big Joanie - Sistahs

Anno declinato al femminile il 2018. Fra i tanti dischi notevoli apparsi nell’ultimo scampolo dell’anno appena trascorso, merita senz’altro la nostra attenzione Sistahs, album che segna il debutto delle Big Joanie, trio originario di Manchester, nel Regno Unito. Sistahs ovvero sorelle. Sorelle, inteso come atto di solidarietà fra donne all’interno della complessa comunità nera inglese,

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(recensione): Penelope Trappes – Penelope Two (Houndstooth, 2018)

Musicista australiana trasferitasi a Londra dopo una prima breve esperienza condivisa con un gruppo indie di Brisbane e una successiva tappa formativa a New York, rivelatasi necessaria per porre le basi del sound sperimentale al quale oggi si è decisamente votata, Penelope Trappes è giunta, negli ultimi mesi del 2018, a un secondo insolito e

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(festival): In a State of Flux Festival (Bologna, 18 gennaio 2019)

E’ stata finalmente svelata lo scorso 21 dicembre la lineup dell’ In A State of Flux Festival , evento clou dell’inverno musicale italiano. Kermesse dedicata alle band che possiamo per semplicità definire shoegaze, ma che in realtà da anni sono impegnate a ricercare sonorità e a tessere universi musicali inediti e non convenzionali, poteva già

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(recensione): 무너지기 (Crumbling) – 공중도둑 (Mid-Air Thief) (self-released, 2018)

무너지기 (Crumbling) 공중도둑 (Mid-Air Thief)

Sappiamo pochissimo del progetto musicale coreano 공중도둑 ovvero Mid-Air Thief, arrivato fino a noi in sordina, dopo essere stato diffuso via Bandcamp nel cuore dell’estate. Crumbling (무너지기), questo il titolo dell’album, che si compone di appena 8 tracce, è invece un piccolo gioiello. Mélange praticamente perfetto di musica elettronica, folk e dreampop vede sonorità occidentali

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(recensione): Earl Sweatshirt – Some Rap Songs (Columbia, 2018)

Enfant prodige della scena alternative rap e experimental hip hop a stelle e strisce, Earl Sweatshirt, al secolo Thebe Neruda Kgositsile, già membro del collettivo hip hop Odd Future Wolf Gang Kill Them All (OFWGKTA) era attesissimo da pubblico e critica alla prova del terzo album in studio. Some Rap Songs, questo il titolo del

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Merry Christmas, Mr. Lawrence (1983, Nagisa Oshima)

Eravamo nel 1983:  l’anno in cui apparve sugli schermi di tutto il mondo il lungometraggio Merry Christmas, Mr. Lawrence (in giapponese Senjō no Merī Kurisumasu (戦場のメリークリスマス)), diffuso in molti paesi europei con il titolo Furyo (俘虜, in giapponese “prigioniero di guerra“), film diretto da Nagisa Oshima e che vedeva protagonisti David Bowie e Ryūichi Sakamoto, quest’ultimo

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(recensione): Jeff Tweedy – WARM (dBpm, 2018)

tweedy warm

E’ un musicista dal tocco magico, Jeff Tweedy, voce e chitarra di band passate alla storia della musica come gli Uncle Tupelo e i Wilco, gruppo del quale ci limitiamo ad evocare, in maniera non esaustiva, la collaborazione con Billy Bragg. Una lunga carriera con le band “madri” non ha arrestato in alcun modo la

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